Il relitto della nave oceanografica CYCNUS, affondò il 1° maggio del 1983 a poche centinaia di metri dall'imboccatura del porto di Sanremo su un fondale di -40mt. Doveva essere trasferito ai cantieri di demolizione ma non vi arrivò mai. Lo scafo in legno, già svuotato di tutte le parti recuperabili, si adagiò in assetto di navigazione con prua rivolta verso Genova.

 

La storia del
relitto del
M.V. CYCNUS

Di: Spadi Bruno

" N. Prot. 3386/sm420 del 13 Dic. 1977

 

Il Consiglio Direttivo dell'Istituto di Studi Liguri, esaminata la situazione finanziaria della gestione Archeologica Sottomarina che chiude l'esercizio 1977 con un disastro di oltre 60 milioni, ha deciso la sospensione a tempo indeterminato di tale attività … "

 

Con queste poche parole il 13 dicembre 1977 il vicepresidente dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri decretava la messa in disarmo della nave CYCNUS all'allora Comandante del battello Rosario Lamberto. Varato a Chioggia nel 1939 con il nome di ALDO I° nel 1963 cambia padrone e nome diventando ROCCO I°. Con un motore Vumag-Garlitz da 120 cavalli svolge vari lavori sulla costa Ligure, essenzialmente di trasporto. L'Istituto di Studi Liguri, fondato da Nino Lamboglia nel 1943, lo acquista nel 1969. M/V CYCNUS cosi è riportato su tutti i libri di bordo, m/v oppure M.V. sta per "motoveliero", stazza 158 tonnellate lorde, lungo circa 30 metri è spinto da un elica azionata adesso, da un motore FIAT-AIFA a 6 cilindri di 13798cc. con 260 cavalli di potenza. A bordo trovavano posto due gruppi elettrogeni, uno a 220/380V.ca da 20Kw azionato da un motore SAME da 38 cavalli e l'altro 110 V.cc. Da 30 Kw azionato da un motore BUPA da 60 cavalli, una camera iperbarica a più posti e una campana pneumatica per il lavoro subacqueo in profondità. L'Istituto di Studi Liguri, si arricchisce cosi di un nuovo mezzo per la ricerca archeologica sottomarina. Già nel 1958 la sua prima nave fu un ex dragamine militare. Già da allora utilizzata per le ricerche archeologiche sottomarine. Assegnato al Centro sperimentale di Alberga, parte integrante dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri, il "DAINO", permise al Centro di estendere dal 1959 al 1965 le sue campagne annuali su tutte le coste italiane, esplorando relitti e città sommerse. Il libro di bordo del CYCNUS porta, sulla prima pagina, la data del 21/06/1969: ha inizio la nuova avventura di questa nave; al comando Alfio D'Acquisto. L'archeologia subacquea è nata da tempo, da quando il Dott. Nino Lamboglia inizia i primi scavi " archeo-sottomarini " sul relitto della nave romana di Alberga, erano allora gli anni '50. Il CYCNUS inizia subito la sua avventura il 3 agosto 1969, salpando da Alassio con 32 persone a bordo (23 studenti). Giunge alle 11,30 sul relitto della nave Romana di Alberga dove i sub iniziano le immersioni di rutine, nel pomeriggio nave accosta al riparo presso l'isola Gallinara e verso sera ritorna al porto di Alassio. Il 19 dello stesso mese avviene il primo incidente, si sfila l'imbracatura della campana pneumatica che colpisce il ponte, fortunatamente senza danni a persone e cose. Il 29 sono a bordo un gruppo di fotoreporter, probabilmente anche subacquei, tocca ora a loro osservare il sito della famosa nave di Alberga, da cui negli anni '50 furono recuperate centinaia di anfore e altri reperti importantissimi con l'ausilio della nave recuperi ARTIGLIO della SO.RI.MA. di Genova. Il CYCNUS continua la spola tra i vari porti del ponente, dalla nave di Alberga e altri relitti sino alle coste della Toscana, poi il 13 agosto 1970 Liviero Lorenzo prende il posto di D'Acquisto al comando della nave e subito si impegna nell'abbellimento di essa, partendo dalle cabine dei marinai, fino alla sala macchine, inoltre appronta le modifiche indicategli dal capo tecnico Ferrandi per evitare altri problemi con l'imbracatura della campana pneumatica. La mattina del 20 agosto 1970 il CYCNUS salpa da SanRemo, diretto a Palma de Majorca ma il mare peggiora di ora in ora. La "relativamente" piccola imbarcazione, poco adatta a sfidare grosse burrasche, a presto dei problemi. Le grandi onde che iniziano a formarsi in mare aperto, superando il ponte corrono a riempire le sentine. Le quattro pompe che dovrebbero svuotarle, a fatica riescono a farlo ma presto non sono più sufficienti, lo scafo subisce i gravi scossoni e il comandante prende la decisione di invertire la rotta. La manovra espone lo scafo alle onde di traverso. Queste invadono il ponte. La sala macchine a questo punto si trova in parte sommersa, le batterie cadono dai loro supporti e la nave e la radio rimangono senza energia: sono le 05,00 della mattina. Alle 6,00 l'acqua in sala macchine si è notevolmente innalzata, fortunosamente si riesce ad alimentare la radio e viene immediatamente dato l'allarme a Marsiglia, il porto più vicino in quel momento. Il comandante comunica la probabile posizione del CYCNUS e di avere a bordo personale scientifico e tecnico incapaci di affrontare le difficoltà del momento. Un aereo e la nave Enrico Dandolo si dirigono in soccorso del CYCNUS. Alle 8,30 l'aereo avvista la nave in difficoltà e dirige su di essa il rimorchiatore Francese PHOCEEN partito da alcune ore dal porto di Marsiglia. Passa il tempo, solo alle 12,00 giungono sul posto la Enrico Dandolo e la nave da guerra Francese BEARNAIS (F775) che rimane nelle vicinanze. Il Cycnus fila una cima di nylon da 50mm. lunga 400 mt. a cui fissa una boa, la Dandolo è all'altro capo. Vengono trasbordati con una scialuppa Lamboglia e la Pallarés con due loro collaboratori, i due sub Giacomo Esposti e Giovanni Montana, due motoristi e un marinaio. Rimangono sulla nave il comandante e alcuni marinai più il capo motorista. Alle 13,00 il CYCNUS è costretto a mollare la cima a causa dei forti strattoni che subisce stando legato ad essa, prega la Dandolo di recuperare cima e boa ma per un disguido queste vengono lasciate tra le onde e presto perse per sempre. Intanto, sopragiunto il rimorchiatore PHOCEEN sorge subito una discussione tra lui e la Dandolo sulla priorità di assistenza tra i due verso la nave in difficoltà. E' il comandante del CYCNUS a fugare ogni dubbio, pretende che sia il Phoceen a rimorchiarlo, sentendosi più sicuro di questo. Si provvede ad assicurare la nave con una resistente gomena, inizia ora il lento cammino verso terra: sono ormai le 15,00 del pomeriggio del 20 agosto 1970. Nel CYCNUS l'acqua sommerge ormai frizione e invertitore, il motorista è costretto a spegnere le macchine. Presso l'isola di FRIOUL il rimorchiatore affianca il CYCNUS, pratica un foro nella fiancata dello scafo da cui passa un grosso tubo per pompare fuori l'acqua che è a livello troppo alto per proseguire con sicurezza il viaggio al traino. Aspirata tutta l'acqua possibile riprende il traino fino alla banchina Fort Saint Sean (Marsiglia). Sono le 24,00, nel registro di bordo il comandante Liviero Lorenzo annota che sono state perse le sei batterie da 12v 200Amp. oltre a 400 mt. di cavo in nylon e una boa. La mattina il conto dei danni però si fa più serio, alla base del cassero vi è una vistosa incrinatura oltre il foro nello scafo, le pompe di sentina sono bloccate e come loro anche i due generatori, le parti del motore più basse sono piene d'acqua, è andata persa la tv della telecamera subacquea, rotta incidentalmente durante le manovre del Phoceen per svuotare le sentine del CYCNUS. Il 23 agosto alle 10,45 il Cycnus viene portato in bacino da due rimorchiatori per le riparazioni allo scafo e posto in secco; ne uscirà il giorno dopo alle 7,00 ma i lavori proseguiranno in banchina, il personale rimasto sul Cycnus porta avanti le riparazioni al motore e le pompe, nonché tutto ciò che rimane da riparare. In questi giorni, nel porto di Marsiglia si affianca al CYCNUS la nave Francese ARCHEONAUTE, consorella d'oltre frontiera della più piccola CYCNUS, l'Amm. DURAY visita l'ammiraglia dell'Istituto di Studi Liguri e passa diverse ore con il suo comandante. Il 30 agosto si fa una piccola festa a bordo, i lavori sono quasi terminati e il personale, che ha lavorato senza sosta, merita un po' di svago. Finalmente la sera del 31 i lavori sono terminati definitivamente. Il 2 settembre 1970 il CYCNUS si rimette in mare per raggiungere Palma de Majorca dove arriverà il 4 alle 14,30. Qui è atteso per una grande manifestazione sul tema archeologico. Lamboglia appare alla tv locale. Il 7 settembre inizia finalmente il lavoro sul relitto del SEC dove i sub del CYCNUS posizionano le boe di segnalazione e nei giorni successivi eseguiranno i rilevamenti del relitto. La nave fa la spola tra Palma e il SEC, tutti i giorni, solo il 22 è costretta a tornare in porto a causa di una perdita di pressione nell'impianto idraulico, poi i lavori proseguono, i sub fanno anche delle foto. E' il 27 settembre 1970, il comandante Livieri Lorenzo lascia il posto a Denegri Luciano che termina gli ultimi lavori sul SEC, poi il 20 ottobre porta il CYCNUS a Barcellona, sbarca la collaboratrice di Lamboglia, la dott.sa F.Pallarés, poi prosegue per Imperia dove arriva il 27 ottobre, attracca a Porto Maurizio, ma già il 28 è ad Alassio e fino al 30 dicembre lavorerà sul relitto della nave romana di Alberga. Il 2° libro di bordo inizia a settembre del 1974 il nuovo comandante è Renzo Perrone. La nave parte da Alassio l'8 settembre per Viareggio e poi Civitavecchia. Il 14 settembre 1974 si mette alla ricerca del relitto affondato di fronte ad Ardenza (Livorno). Lunedì 16 settembre lascia il porto di Livorno alle 12,00 diretto a Cannes. Arriverà il giorno dopo alle ore 20,00. Ritornerà a Civitavecchia il 21. Da qui sarà a Mentone il 30 settembre, a Napoli il 4 ottobre, poi Lipari, Scoglio Sparviero, Rada S.Stefano, Prom. Dell'Argentario, Punta di Torre, Capo D'Anzio e Napoli il 29 ottobre, poi Gaeta, Viareggio, Bastia il 9 novembre. Il comandante annota sul libro: "forti sollecitazioni al motore." Un guasto aveva fermato la nave già il 4, alle 6,00 un parafiamma della testata brucia e il CYCNUS e costretto nel porto di Civitavecchia. Martedì 7 gennaio 1975 il CYCNUS ormeggia nel porto di Sanremo alle 16,45. Si muoverà solo il 27 marzo dello stesso anno alle 8,45 per andare ad Alassio. Dal 19 maggio procede ad alcuni lavori sul relitto di Capo Cervo presso Diano Marina. Per i restanti mesi dell'anno la nave si sposta lungo la Costa Azzurra, la Liguria e la Toscana. Nel 1976 il nuovo comandante è Rosario Lamberto che impara presto a conoscere il CYCNUS, ormai una nave di oltre 30 anni con migliaia di miglia percorse. Presso le bocche di Bonifacio l'8 agosto il "motoveliero" si arresta alle 01,15 a causa dell'ingrippamento della valvola di scarico del 2° cilindro. Riparte solo alle 02,45. Il 5 settembre da La Maddalena ad Alassio il CYCNUS è costretto a invertire la rotta a causa di una perdita di gas sempre dal 2° cilindro. Getta l'ancora a Cala Corsara per poi ripartire per Porto Vecchio. Lavora ancora sul relitto della nave di Diano Marina poi un avvenimento nefasto sconvolge l'intero equipaggio e tutto l'Istituto Internazionale di Studi Liguri con sezioni in Francia e Spagna: il 10 gennaio 1977 Nino Lamboglia, durante una manovra con l'auto sulla banchina del porto di Genova, precipita con alcuni amici in mare e perde la vita. Il futuro dell'archeologia subacquea Ligure è segnato. In maggio il CYCNUS è a Imperia, poi La Spezia, Olbia, La Maddalena, Porto Torres, Porto Ferraio e infine ormeggia a Imperia il 29 novembre 1977 per l'ultima volta.Dal: GIORNALE NAUTICO di bordo

M.V. CYCNUS
LIBRO SECONDO
(Ultima pagina)

28/12/77
" In porto a P.Maurizio preparativi per la partenza. Alle ore 10,00 ritirata la spedizione, motore in moto, posto di manovra, salpo l'ancora effettuo le manovre e dirigo fuori dal porto. Alle 11,05 da fuori il fanale rosso dirigo con rotte varie, verso Sanremo. Alle ore 13,00 entro in porto e mi affianco alla banchina sud di Portosole.
In data odierna l'unità viene posta in disarmo
. "

Il Comandante
P.M. Rosario Lamberto

Il CYCNUS rimane attraccato a quella banchina per il resto dei suoi giorni. Il primo maggio 1983 ciò che rimane dello scafo della nave CYCNUS, svuotata del motore e di tutte le parti utili, nonché della plancia di comando, c

amera iperbarica, campana pneumatica, generatori, ecc. viene preso a rimorchio con destinazione Genova, dove sarà definitivamente demolito, ma si inabissa a poche centinaia di metri dall'imboccatura del porto di Sanremo, ultimo atto di una luminosa carriera di "nave ricerche oceanografiche" come è sempre stata considerata il piccolo CYCNUS, che tanto ha dato alla Liguria e allo studio dell'archeologia subacquea.

 

 

 


 
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